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Avvenire: Luoghi dell’infinito, il numero di marzo dedicato alle “tavole di Gesù”

Quante volte Gesù si siede “a tavola” nei Vangeli? Da Cana alla moltiplicazione dei pani, da Gerusalemme a Emmaus fino all’ultima apparizione in cui arrostisce pesci sulla spiaggia del lago di Tiberiade, la rivoluzione di Cristo passa anche (e forse persino soprattutto) attraverso il cibo. Alle “tavole di Gesù” è dedicato il numero 204 di “Luoghi dell’Infinito”, in edicola con Avvenire da martedì 1° marzo. Nei due editoriali Enzo Bianchi e Marina Corradi osservano come la presenza di Gesù (storica nei vangeli, reale nel pane eucaristico, evocata in un crocifisso in cucina) sia custodia e condivisione: la Parola fattasi carne e il Pane della vita trovano il loro contesto ideale nel momento conviviale. Ma le tavole di Gesù non possono che partire dalle radici bibliche, quella mensa di Abramo raccontata dal rabbino Giuseppe Laras. Anna Maria Cànopi ripercorre i pasti nei Vangeli, dai pranzi frugali ai banchetti, ricavandone il gusto del rapporto salvifico tra Gesù e il cibo. Franco Cardini, invece, esplora la dimensione storica della “gastronomia” nella Palestina di duemila anni fa. L’ultima parte dello speciale è dedicata all’interpretazione per immagini dell’Ultima Cena offerta dagli artisti: quella dei pittori, da Giotto passando per il Rinascimento fino ai nostri giorni, a firma di Elena Pontiggia, e quella, nella parola e nell’esperienza del presente, di uno scrittore e poeta come Davide Rondoni. Chiude un testo di Andrea Nante sul concorso internazionale di illustrazione “I colori del sacro” al Museo diocesano di Padova e dedicato, appunto, alle tavole di Gesù. La sezione Arti&Itinerari si apre con un servizio di Alessandro Beltrami sui capolavori romanici del Lazio, da Tuscania a Tarquinia. Willy Fassio ci porta invece in uno dei luoghi più remoti e incredibili del mondo: le isole Galápagos. Giovanni Gazzaneo e Silvia Guzzetti intervistano sister Wendy Beckett, religiosa e critica d’arte di fama internazionale, ma soprattutto figura di grande spiritualità. Chiude la rivista un’intensa (e inedita nella sua versione integrale e nei versi dedicati alla resurrezione) Via Crucis poetica di Guido Oldani.

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