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Diocesi: La Spezia, i primi quarant’anni di “Spezia 7” inserto domenicale di “Avvenire”

“Spezia 7”, inserto domenicale di “Avvenire” della diocesi di La Spezia-Sarzana-Brugnato, compie quarant’anni di vita. Il primo numero, infatti, porta la data di domenica 7 marzo 1976. Per l’occasione, un’intera pagina dell’ultima edizione, quella di domenica scorsa, è stata dedicata alla ricorrenza per ripercorrere la storia. “Le prime riunioni preparatorie, coordinate dal parroco di San Paolo alla Pianta don Angelo Fontanella, si svolsero nel tardo autunno 1975”, scrive in un articolo Egidio Banti. “Monsignor Siro Silvestri si era insediato solo da poche settimane come nuovo vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato, e tra i primissimi impegni del suo episcopato aveva posto senza esitazione quello della stampa cattolica” anche perché “da poco più di un anno i cattolici di Spezia e di tutta la Liguria erano ‘orfani’ del ‘Cittadino’, la gloriosa testata quotidiana genovese che aveva dovuto chiudere i battenti per l’insostenibile aumento dei costi di gestione”. “Al suo posto – prosegue Banti – era iniziata la diffusione di ‘Avvenire’, che però era ancora privo di una pagina diocesana e stentava a penetrare nelle parrocchie”. Poiché mons. Silvestri era “consapevole di come proprio nel campo dei media si sarebbe giocata in buona parte la sfida di quella che sarebbe stata chiamata la ‘nuova evangelizzazione’”, venne formato un gruppo di lavoro e nel giro di poco tempo si organizzò la pubblicazione. “Il primo numero di ‘Spezia 7’ portò così la data del 7 marzo 1976, prima domenica di Quaresima”. Per Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, “sono stati quarant’anni intensi e buoni, scritti con onestà e passione assieme ad amici e colleghi ai quali siamo legati e riconoscenti”. Secondo suor Maria Grazia Storace, direttrice del Ciofs spezzino e sin dagli anni Settanta perno della Commissione diocesana per le comunicazioni sociali, “per tutti noi ‘Spezia 7’ non è solo lo strumento di un sempre efficace ‘punto notizia’, ma ormai una documentazione da vero archivio storico della diocesi. E così, quando ogni domenica la leggiamo, ci sentiamo davvero di casa”.

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