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Congresso Ucsi: Tarquinio (Avvenire), “informazione al tempo di Francesco si riempie la bocca di periferie, ma poi non ne parla”

(Matera) “L’informazione al tempo di Francesco si riempie la bocca delle periferie, ma poi non ne parla”. Ad affermarlo è Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, prendendo la parola al dibattito “Le sfide del giornalismo al tempo di Francesco” che si sta svolgendo a Matera all’interno del congresso nazionale (Ucsi) sul medesimo tema. “Stiamo assistendo nel nostro paese – ha proseguito – ad una riorganizzazione del sistema informazione in senso oligopolistico. Ne vedremo delle belle. Non so cosa decideranno le autorità di trust. L’operazione di questi giorni personalmente non mi disturba, penso che anche nel nostro mondo dovremmo essere capaci di questo perché nessuno si salva da solo” ma “temo che il bene del pluralismo sia a rischio”. A rischio, per Tarquinio, è anche “la buona notizia che poi è notizia della gente vera, di chi combatte contro la terra dei fuochi, di chi accoglie gli immigrati e non se ne vergogna”. Delle quattro suore uccise in Yemen, “quale quotidiano ne parla, tranne l’Osservatore Romano e Avvenire?”, l’interrogativo di Tarquinio. Eppure si tratta di “gente che catalizzava il bene in mezzo al male di una guerra che non raccontiamo abbastanza, condotta con le armi dell’occidente che Papa Francesco continua a mettere in causa”. Massacrate “perché segno di quello che possono fare donne e uomini di Dio in mezzo alla guerra. E’ una grande notizia”. “Altro tema tabù quello dell’utero in affitto”. “A me – conclude – tocca difendere la verità, ma per difenderla c’è un solo mezzo, amarla, e non odiare gli ‘avversari’ senza escludere dal nostro orizzonte le loro ragioni, ma anzi tentare di convertirle”.

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