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Congresso Ucsi: Partipilo (Odg), etica, deontologia e “dovere della verità”

(Matera) “La nostra è una professione che ha un contenuto etico e deontologico ed esige il dovere della verità, di andarla a cercare senza trasformarsi in poliziotti, e occuparsi di giustizia senza ergersi a giudici”. Lo ha detto Michele Partipilo (Ordine dei giornalisti) nel suo intervento al convegno “Le sfide del giornalismo al tempo di Francesco”, in corso a Matera nell’ambito dell’omonimo congresso nazionale dell’Unione cattolica stampa italiana. “La deontologia – ha spiegato – tenta di dare corpo fisico all’etica e ai valori”. Nelle diverse Carte, “in questi anni si è cercato di isolare i principi dalle questioni etiche forti che devono orientare il lavoro del giornslista che non piò perdere di vista la dimensione del servizio. Purtroppo rimane sempre il condizionamento del potere, di questo dobbiamo essere un po’ più consapevoli”. Partipilo ha ricordato che parlando con i giornalisti di ritorno da un suo viaggio, il Papa ha affermato l’importanza che la stampa sia professionale, non manipoli le notizie e non cada nella disinformazione, nella calunnia, nella diffamazione. E se un giornalista sbaglia, chieda scusa. Centrali, dunque, “la questione della professionalità e l’avere principi etici nel guidare il proprio comportamento quotidiano facendo sì che siano condivisi e praticati”.

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