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Cardinale Vallini: su Roma Sette, “non è compito dello Stato ergere a diritti i desideri delle persone”

“Sembra che non si abbia a cuore il futuro della famiglia, in particolare dei soggetti più deboli, che sono i figli”. Così il cardinale Agostino Vallini, vicario generale del Santo Padre per la diocesi di Roma, nell’intervista rilasciata al direttore Angelo Zema e in uscita domani (domenica 6 marzo 2016) su Roma Sette, il settimanale di informazione della diocesi di Roma. Al centro le adozioni delle coppie omosessuali e il mercato dell’utero in affitto, fulcro del dibattito politico di questi giorni. “Non ci sono adulti da tutelare nel loro desiderio di un bambino – precisa il cardinale -; sono da tutelare i bambini, a cominciare da quelli che non hanno famiglia e che hanno il diritto ad avere una mamma e un papà, come nel caso dei minori adottabili. E poi sono da tutelare le donne – soprattutto dei Paesi del Sud del mondo – costrette dalla povertà al turpe mercato dell’utero in affitto. È su questo mercato che bisogna intervenire”. Inoltre, sottolinea il card. Vallini, “molti media non hanno aiutato a leggere la realtà in modo corretto”: “Usare, ad esempio, la definizione di ‘gestazione per altri’ è un tentativo ipocrita di nobilitare qualcosa che non lo è. I figli non si costruiscono, sono frutto di un atto d’amore di un uomo e una donna e hanno diritto a una mamma e a un papà. In casi come questi la mamma non ci sarà. Credo che anche l’opinione pubblica sia in maggioranza contraria o non  sufficientemente informata”. Quanto alla proposta di riforma della legge 184 sulle adozioni, Vallini conclude: “Sono decenni che la legge sulle adozioni attende di essere riformata  nel senso di facilitare le condizioni di adottabilità dei bambini, privi di una famiglia con un padre e una madre. Ben venga, dunque, una riforma al riguardo, ascoltando tutti i soggetti interessati. Ma non si dimentichi l’obiettivo vero: il bene dei bambini. Altra cosa è invece la ‘stepchild adoption’. In questi giorni parlando della legge da riformare mi pare che si stia partendo con il piede sbagliato. È il caso di sottolinearlo ancora: non è compito dello Stato ergere a diritti i desideri delle persone”.

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