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Cardinale Parolin: a congresso Ucsi, “per la cura della democrazia una buona informazione può fare molto”

(Matera) “Le parole non sono mai neutre”. “Se saprete dire una parola di senso, di comprensione, di ascolto e di consolazione davanti alla vita e alle sue vicende, saprete ritrovare la più nobile missione del giornalismo, che è quella di dar voce a chi non l’ha, perché la credibilità si fonda sull’integrità, l’affidabilità, l’onestà e la coerenza del giornalista”. Così il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, al convegno “Le sfide del giornalismo al tempo di Francesco” in corso a Matera per iniziativa dell’Unione stampa cattolica italiana. “Per la cura della democrazia – avverte il porporato – una buona informazione può fare molto: serve a creare luoghi per ascoltarsi e garantire il pluralismo; e a scoprirci uniti da un medesimo destino. Un’informazione libera da interessi parziali ha il compito di costruire giorno dopo giorno sentieri di integrazione”. Di qui la necessità di ripensare e accompagnare “grandi temi come il rapporto tra la democrazia e la comunicazione, la definizione di ciò che deve essere ‘servizio pubblico’, e la missione del giornalismo”, non tanto “approfondendo gli aspetti tecnici, quanto piuttosto quelli antropologici”. Nel messaggio per la 50ma giornata delle Comunicazioni sociali, Papa Francesco ha ricordato “che la costruzione di cittadinanza è uno dei fini della democrazia, e l’informazione di qualità ha una grande responsabilità”, ha fatto notare Parolin spiegando che il Pontefice chiede alle istituzioni di “essere vigilanti su come si forma l’opinione pubblica, sul rispetto della libertà di pensiero e su chi ha sbagliato”. Di qui il richiamo alle parole di Francesco: “È auspicabile che anche il linguaggio della politica e della diplomazia si lasci ispirare dalla misericordia, che nulla dà mai per perduto”.

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