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Solidarietà: mons. Viganò (Santa Sede), “il volontario pratica l’etica della responsabilità”

“Il volontario pratica l’etica della responsabilità. Non fa il filantropo ma è una persona chiamata a rispondere direttamente alle persone, alla società, al territorio, ai beni culturali, all’ambiente e a tutto ciò che concorre a creare una vita più liberale e più umana. Cresce con la volontà di lottare contro l’indifferenza scegliendo di vivere unicamente ed esclusivamente volto alla disposizione di servire per rendere possibile un mondo più giusto e umano”. Così ha affermato monsignor Dario Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, durante la presentazione del libro “Per un’etica del volontariato”, a cura della Fondazione Ozanam, a cui hanno collaborato 15 autori fra cui docenti di diversi atenei. “Il volontariato – ha proseguito  – è contraddistinto da gratuità, rinuncia ai vantaggi, sensibilità alla dignità dell’uomo, spirito di solidarietà e giustizia. Non si limita alla denuncia ma avanza progetti per una società più vivibile. Il volontario vive inoltre l’etica del dono, mette a disposizione il tempo e la sua esperienza, la voglia di fare del bene senza aspettarsi una remunerazione in cambio”. “Nel libro – ha sottolineato monsignor Viganò – si parla del riscatto del servizio che si verifica ogni volta che il servizio viene collegato all’amore per esprimerne una modalità fattiva. Servizio riferito all’opera del volontario, indica il comportamento solerte e disinteressato di chi si fa prossimo alla sofferenza e all’emarginazione, alle vittime della società dello ‘scarto’, per dirla con una espressione forte cara a Papa Francesco”. “Il volontario credente – ha continuato – trova l’appoggio necessario nella certezza che lo Spirito di Dio continua a riempire tutta la terra e a guidare tutta la storia umana. Spiritualità infatti significa attenzione alla guida dello Spirito”. “Infine – ha concluso – il volontario vive l’etica della speranza, promuove la fiducia nel futuro, stimola la progettualità sociale e dissolve la nebbia di coloro che sono tentati dallo scoraggiamento. Infatti, i volontari non sono remunerati non perché non valgono nulla ma perché sono inestimabili”.

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