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Solidarietà: Mancini (ambasciatore Italia presso Santa Sede), “volontariato centrale oggi”

“Il tema del volontariato è centrale in anni come quelli in cui viviamo, nei quali si disperdono quei sistemi valoriali che avevano rappresentato il nucleo forte di società che divengono sempre più eteree, in preda a pulsioni materialiste e narcisiste e nella quale il concetto di bene comune sembra aver perduto ogni riconoscimento”. Ad affermarlo è Daniele Mancini, ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, nel suo messaggio letto alla conferenza di presentazione del libro “Per un’etica del volontariato”, avvenuta oggi nell’aula magna dell’università Lumsa. “Già oggi – prosegue l’ambasciatore -, al di qua e al di là dell’Atlantico, in quelle che si usava definire società nell’insieme omogenee, i fenomeni di estraniazione, di rigetto di ogni progetto di solidarietà, sono accompagnati da pulsioni xenofobe e nazionaliste. Ne costituisce diretta testimonianza il tema dell’immigrazione: l’Europa, un continente di oltre cinquecento milioni di persone, che costituisce la più grande potenza economica a livello globale, si sente minacciata dai flussi di immigrazione che provengono dal sud del Mediterraneo, sintomo evidente di scollamento tra la gente comune e le élite nazionali e dell’eurocrazia di Bruxelles”.
“Le difficoltà – continua  Mancini nel messaggio – del momento rischiano di inghiottire il principio di gratuità su cui poggia l’etica del volontariato, così come il mare inghiotte tutti quei migranti che fuggono dalla guerra. La gratuità non fa distinzioni. Eppure assistiamo quotidianamente a manifestazioni di risentimento per i profughi che sbarcano sulle nostre coste, ai quali viene accordata meno dignità rispetto ad altri soggetti bisognosi che vivono lontano dalle nostre realtà e non vengono ad ‘appropriarsi’ dei nostri spazi. Si rende necessario riproporre la centralità dei valori dell’accoglienza, di cui gli europei hanno beneficiato quando sono emigrati all’estero e che sembrano dimenticare nei confronti delle masse di migranti in fuga dalla guerra. L’inclusione deve essere affiancata da un’adeguata azione di informazione e sensibilizzazione, affinché i singoli cittadini conoscano le ragioni che hanno scatenato la crisi e i decisori politici individuino appropriate strategie e interventi”. “L’azione del volontariato e della cooperazione allo sviluppo – conclude l’ambasciatore – è quindi oggi quanto mai importante, configurandosi come un antidoto a quella che Papa Francesco chiama ‘globalizzazione dell’indifferenza’”.

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