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Solidarietà: Bonini (Lumsa), “dare risposte positive attraverso la visione del volontariato”

“Ci troviamo in un momento complesso di vita ecclesiale, civile, culturale e geopolitica in cui può prevalere lo sconcerto. Ma la parola ‘per’ del titolo di questo libro ci invita a dare risposte positive attraverso la visione del volontariato, l’etica appunto, secondo lo stimolo quotidiano offerto da Papa Francesco”. Lo ha detto il Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa, in occasione della presentazione del libro “Per un’etica del volontariato”, edito da Edizioni Studium, avvenuta oggi a Roma nell’aula magna dell’ateneo. L’opera si propone di analizzare il fenomeno del volontariato sociale, che in Italia coinvolge oltre sei milioni di persone di cui circa quattro milioni che svolgono l’attività in maniera organizzata sotto differenti prospettive. La pubblicazione si compone di 15 capitoli scritti da esperti di diversa provenienza professionale, fra i quali Giuseppe Chinnici, presidente della Fondazione Federico Ozanam che ha curato il volume. Gli autori hanno provato a delineare i lineamenti di un’etica del volontariato sia nella prospettiva cristiana sia nella visione laica, ad analizzare la natura del rapporto asimmetrico fra volontariato ed assistito, a tracciare lineamenti di una pedagogia del volontariato in quanto bene per la collettività, a definire la coscienza politica del volontario, a definire un identikit di chi si mette a disposizione degli altri e a quantificare la diffusione del volontariato in Italia. Uno degli autori, Angelo Serio, docente di Statistica Sanitaria del Cmpus Bio medico, ha ricordato i numeri del terzo settore in Italia: “Le istituzioni no profit – ha detto – sono 300mila, secondo l’istat, contando 3 milioni di volontari. Ma il numero totale è di 6 milioni ovvero il 12% della popolazione. E questo è un dato positivo da una parte ma anche negativo perché significa che c’è bisogno di loro. Ci sono dei settori inoltre – ha aggiunto il docente – nei quali il problema etico assume più rilevanza come la sanità e assistenza ai disabili. Il 40%dei 65enni in Italia ha una malattia cronica, questo comporta dei problemi etici di notevole importanza perché queste persone non hanno solo bisogni di salute ma anche morali e sociali collegati alla malattia”.

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