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Papa Francesco: liturgia penitenziale, “il nostro è il ministero dell’accompagnamento”

“Siamo mandati a infondere coraggio, a sostenere e condurre a Gesù. Il nostro è il ministero dell’accompagnamento, perché l’incontro con il Signore sia personale, intimo, e il cuore si possa aprire sinceramente e senza timore al Salvatore”. È la consegna ai sacerdoti, con la quale il Papa ha concluso l’omelia della liturgia penitenziale presieduta questo pomeriggio nella basilica di San Pietro. “Non dimentichiamo: è solo Dio che agisce in ogni persona – ha proseguito -. Nel Vangelo è Lui che si ferma e chiede del cieco; è Lui a ordinare che glielo portino; è Lui che lo ascolta e lo guarisce”.  “Ogni uomo e ogni donna che si accostino – ha aggiunto a braccio – trovino un padre che li aspetta, e trovino il Padre che perdona”.  “Noi siamo stati scelti per suscitare il desiderio della conversione, per essere strumenti che facilitano l’incontro, per tendere la mano e assolvere, rendendo visibile e operante la sua misericordia”, ha detto Francesco ai preti, soprattutto quando esercitano il loro ministero all’interno del confessionale: “Le nostre parole siano quelle dei discepoli che, ripetendo le stesse espressioni di Gesù, dicono a Bartimeo: ‘Coraggio! Alzati, ti chiama’”. La conclusione del racconto evangelico, per il Papa, “è carica di significato: Bartimeo ‘subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada’. Anche noi, quando ci accostiamo a Gesù, rivediamo la luce per guardare al futuro con fiducia, ritroviamo la forza e il coraggio per metterci in cammino”.  “Chi crede, vede”, ha assicurato Francesco citando la Lumen fidei, ” va avanti con speranza, perché sa che il Signore è presente, sostiene e guida”. E “dopo l’abbraccio del Padre, il perdono del Padre – ha concluso il Papa ancora una volta a braccio – facciamo festa nel nostro cuore, perché Lui fa festa”.

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