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Polonia: appello dei vescovi per la salvaguardia della vita umana in ogni circostanza

“Nella questione riguardante la difesa della vita di bambini non ancora nati non si può essere soddisfatti del compromesso raggiunto con la vigente legge del 1993”, affermano i vescovi polacchi in un comunicato reso noto oggi, prima della Giornata nazionale della santità della vita celebrata quest’anno il 4 aprile. L’attuale normativa ammette l’interruzione della gravidanza nel caso di gravi malformazioni del feto, qualora vi fosse un pericolo di vita grave per la madre o il feto stesso, e quando il concepimento del nascituro fosse avvenuto in seguito a uno stupro. I vescovi ricordano che “la vita di ogni essere umano è protetta dal quinto comandamento del Decalogo” e quindi  “va salvaguardata dal concepimento fino alla morte naturale”. L’episcopato si rivolge quindi “ai parlamentari e ai governanti” incoraggiando loro ad “adottare iniziative legislative e programmi atti a garantire un sostegno concreto a genitori di bambini malati, disabili e concepiti in seguito ad atti di violenza”. I presuli sottolineano che il loro appello, promosso in occasione del 1050° anniversario della cristianizzazione della Polonia (966), è indirizzato “a tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti” invitati “a pregare per la piena salvaguardia della vita umana” sia in Polonia che fuori dai suoi confini.

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