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Papa Francesco: udienza, “la dignità che ci dà il perdono di Dio è quella di alzarsi”

“Noi, peccatori perdonati, che abbiamo accolto la grazia divina, possiamo persino insegnare agli altri a non peccare più”. Nella parte finale della catechesi di oggi, il Papa si è soffermato sulla “dignità” conferita dal perdono di Dio e sulle conseguenze che essa ha nella nostra vita e in quella degli altri. “Ma padre, io sono debole e io cado, cado, cado…”, ha proseguito a braccio Francesco immedesimandosi nella condizione del penitente: “Ma se tu cadi, alzati”, la risposta. “Quando un bambino cade, cosa fa?”, ha chiesto il Papa ai fedeli ancora fuori testo: “Alza la mano al papà o alla mamma perché lo alzi”. “Facciamo lo stesso”, l’invito del Papa: “Se tu cadi per debolezza, alza la mano, e il Signore la prende e ti rialza. E questa è la dignità del perdono di Dio. La dignità che ci dà il perdono di Dio è quella di alzarsi, perché lui ha creato l’uomo e la donna per essere in piedi”. “Il perdono di Dio è ciò di cui tutti abbiamo bisogno, ed è il segno più grande della sua misericordia”, ha detto Francesco sulla scorta del Salmo 51: “Un dono che ogni peccatore perdonato è chiamato a condividere con ogni fratello e sorella che incontra. Tutti coloro che il Signore ci ha posto accanto, i familiari, gli amici, i colleghi, i parrocchiani… tutti sono, come noi, bisognosi della misericordia di Dio”. “E’ bello essere perdonato, ma se tu vuoi essere perdonato perdona tu anche, perdona!”, ha concluso Francesco a braccio, salutato da un applauso.

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