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Attentato in Pakistan: Zuccolini (S.Egidio), “incentivare l’integrazione in Italia con la conoscenza della lingua”

“Sono tanti i pakistani in Italia che si rivolgono alla nostra Comunità. Molti di loro sono musulmani ma tramite il nostro movimento, chiamato Genti di pace, cerchiamo di incentivare l’integrazione e il confronto con i connazionali cristiani. In Italia dovremmo stare attenti a non creare ghetti e divisioni o quartieri inabitabili, caratterizzati dall’etnia che vi abita, così come è accaduto in altre zone dell’Europa”. Così ha affermato Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità di S. Egidio, a margine della preghiera, promossa, ieri sera, dalla stessa Comunità, nella basilica di Santa Maria in Trastevere in memoria delle 72 vittime dell’attentato di Pasqua nel parco giochi di Lahore in Pakistan. “La Comunità ad esempio – ha continuato il portavoce – ha aperto negli anni una scuola di italiano gratuita per stranieri, nel quartiere Trastevere, che conta 500 studenti, come risposta al bisogno di convivenza e integrazione, a cui sono seguite altre più piccole in altri quartieri e città”. Il portavoce della Comunità di Sant’Egidio ha aggiunto che sono in corso i preparativi per un secondo arrivo di rifugiati, attraverso il corridoio umanitario creato in collaborazione con la Federazione della Chiese evangeliche e Tavola valdese, grazie al quale già 93 profughi siriani sono atterrati a Roma a febbraio. Questa volta, le famiglie arriveranno dal Libano, probabilmente a metà aprile.

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