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Attentato in Pakistan: Zuccolini (S.Egidio), “con la preghiera chiediamo la pace per cristiani e musulmani uccisi domenica”

“Non dobbiamo dimenticare i cristiani che vivono in condizioni difficili nel mondo come in Pakistan. Con la preghiera chiediamo la pace non solo per loro, ma anche per i tanti musulmani uccisi domenica. Scopo dell’attentato, infatti, secondo noi era quello di colpire un luogo di convivenza possibile”. Lo ha detto Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità di S. Egidio, a margine della preghiera che ieri sera la Comunità ha organizzato nella basilica di Santa Maria in Trastevere, in memoria delle 72 vittime dell’attentato di Pasqua nel parco giochi di Lahore in Pakistan. “Chi è nemico della convivenza è nemico della pace – ha aggiunto il portavoce – e i cristiani di fronte a questa violenza non possono rispondere con altra violenza proprio perché cristiani”. “È importante – ha sottolineato – che quando parliamo di ripristinare la pace nel mondo, dopo gli attentati europei, pensiamo anche a Paesi come il Pakistan di cui ci ricordiamo solo quando avvengono fatti così tragici. Il Paese vive da anni una tensione molto forte per colpa di forze che vorrebbero annientare la convivenza con la minoranza cristiana. Basti ricordare Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze religiose, unico membro cattolico del governo, ucciso cinque anni fa dagli integralisti islamici. Eppure la speranza c’è perché molti musulmani pakistani difendono le minoranze”, ha sottolineato.

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