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Attentato in Pakistan: don Puig i Tàrrech (Barcellona), i cristiani morti “sono testimoni della Pasqua e vincitori della morte”

“Alcuni potrebbero pensare che non c’è speranza, che la morte di questi cristiani è un episodio in più di una storia sottomessa ai poteri diabolici della divisione, delle tenebre e della morte. Ma dopo questa indimenticabile Pasqua della misericordia e dell’amicizia, siamo attratti con forza verso il sogno della speranza piuttosto che verso la lamentazione di un futuro cupo, abbiamo la forza di parlare della vittoria dell’amore piuttosto che dare ragione ai violenti”. Così ha affermato Armand Puig Tàrrech, Rettore dell’Ateneo Universitario di Santa Pacià di Barcellona, durante l’omelia di preghiera per le vittime dell’attentato al parco giochi in Pakistan organizzata ieri sera nella Basilica di Santa Maria in Trastevere dalla Comunità di S.Egidio. I cristiani morti a Lahore, per il Rettore, “Sono testimoni della Pasqua e vincitori della morte. Si può dire, col libro dell’Apocalisse, che ‘essi hanno vinto il male grazie al sangue dell’Agnello e alla parola della loro testimonianza’”. “Avevano celebrato la Pasqua – ha continuato – e si erano uniti a Gesù, l’Agnello che ha caricato su di sé il peccato del mondo, anche la violenza folle e l’odio sfrenato”. “Gesù è il mite e povero che muore e resuscita, vincendo la morte grazie all’amore immane di un Dio che non permette che il suo Figlio resti nella corruzione e neppure coloro che si sono identificati con lui. Per questo oggi la nostra preghiera ha un profumo di Pasqua: ‘Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio’”, ha concluso.

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