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Oscar Romero: Gambardella (parroco a Pomigliano d’Arco), il “volantinaggio” alla Fiat

“È bello uscire dal tempio e andare dove il disagio è più forte, e oggi il disagio riguarda una fascia grande della popolazione”. È la testimonianza offerta da don Giuseppe Gambardella, parroco a Pomigliano d’Arco (Napoli), durante la presentazione dell’audiolibro “L’ultima parola”, che raccoglie i testi di Oscar Arnulfo Romero. “Sono più di dieci milioni i poveri in Italia, e la Chiesa deve stare dalla parte di questi ultimi”, l’invito del parroco, che in collaborazione con “Libera” e con la Fiom ha promosso tra gli operai della Fiat di Pomigliano d’Arco l’associazione “Legami di solidarietà”, tramite la quale alcuni dei duemila operai che lavorano nello stabilimento si fanno carico degli altri duemila che non ci lavorano più devolvendo ad essi i proventi delle loro ore di straordinario. Il fondo di solidarietà che si è così costituito riguarda gli operai licenziati, cassaintegrati o che lavorano con un contratto di solidarietà: “Si tratta di una fascia enorme di persone di cui nessuno si occupa”, ha denunciato il parroco, che ha definito la situazione del più grande stabilimento Fiat del Sud “disastrosa”. “Bisogna aiutare gli operai a capire che hanno il dovere di rinunciare a qualcosa per chi è meno fortunato di loro”, ha detto don Gambardella spiegando la sua opera di “volantinaggio” davanti allo stabilimento. “Ormai difendere il posto di lavoro è diventata la cosa più importante”, ha osservato il parroco, “e tutti hanno paura di perderlo”. Per questo è sempre più importante l’attività della Chiesa, che “è diventata un punto di riferimento, dove si arriva, si comunica, si viene accolti, si piange insieme quando la situazione è particolarmente difficile”.

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