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Congresso Ucsi: Melodia (presidente), “rilancio professione” solo con “recupero credibilità”

Il rilancio dell’informazione professionale non può avvenire “se non viene riempito il fossato che oggi la separa dai cittadini: quello della credibilità”. Ne è convinto Andrea Melodia, presidente Unione cattolica stampa italiana (Ucsi), nella relazione con cui ha aperto oggi a Matera, capitale europea della cultura 2019, il XIX congresso nazionale (fino al 6 marzo) su “Le sfide del giornalismo al tempo di Francesco”. “La troppa consuetudine con gli ambienti di potere, la permeabilità tra informazione e politica, la gestione spettacolarizzata dei conflitti sono tra le cause della carenza di credibilità dell’informazione italiana. La crisi del servizio pubblico radiotelevisivo, e la sua difficoltà intrinseca nell’ultimo ventennio a conservare pienamente il richiesto ruolo di pubblica utilità ne sono la manifestazione più visibile”. Anche da questo “nasce la convinzione che operare a favore di una ricostruzione di un servizio pubblico della comunicazione profondamente rinnovato, a partire dall’azienda Rai ma non concluso in essa, possa aiutare una inversione di tendenza che coinvolga l’intero sistema mediale italiano”. Per Melodia “non mancano i segnali di maggiore attenzione al nuovo corso”, e l’informazione online “presenta anche casi significativi di ottimo uso delle scarse risorse”. In questo percorso “si è inserita anche l’esperienza dell’Osservatorio di mediaetica dell’Ucsi. È stato tracciato un sentiero, identificato un metodo”. Ora “quello che serve – ha concluso Melodia – è una nuova cultura concreta, condivisa e diffusa nella professione. Devono diffondersi nelle redazioni i ruoli e le mentalità orientate alla garanzia dei lettori”.

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