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Argentina: aumento esponenziale del narcotraffico. Allarme dall’Università cattolica

Un cancro che divora la società argentina. Un aumento esponenziale, anche nell’ultimo anno, di vendita di droga nei quartieri periferici delle città argentine. Ancora una volta l’Università cattolica argentina (Uca) dà voce alla preoccupazione della Chiesa. È stato infatti presentato ieri a Buenos Aires il secondo “Barómetro del Narcotráfico y las Adicciones”, il report che viene periodicamente elaborato dall’Università Cattolica e dall’Osservatorio sul disagio sociale. Il rettore dell’Uca, monsignor Víctor Manuel Fernández, ha messo in evidenza che tale fenomeno è in cima alle preoccupazioni di Papa Francesco, anche nel recente viaggio in Messico, durante il quale ha usato parole fortissime contro il narcotraffico. Mons. Fernández ha precisato che “l’obiettivo è quello di lavorare con qualsiasi governo per ridurre questo disagio sociale”. Il ricercatore capo dell’Osservatorio sul disagio sociale, Agustin Salvia, ha spiegato che l’evoluzione dello spaccio di droga nei barrios è passata dal 30% delle famiglie nel 2010 al 45% nel 2014. Nel rapporto si mette in evidenza che i quartieri periferici, dove spesso i padri sono disoccupati e i figli non hanno futuro, sono i maggiori incubatori del narcotraffico, che si sta espandendo senza freni soprattutto nella periferia di Buenos Aires, anche in assenza di adeguati controlli da parte della Polizia. Salvia definisce il fenomeno come “un flagello”, una “pandemia” e fa notare che, rispetto alla droga, ormai “l’Argentina è un Paese di consumo, produzione e transito”.

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