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Utero in affitto: Gigli (MpV) su “La vita cattolica”, “prevedere espressamente la punibilità all’estero”

“La nostra proposta semplicemente (è formata da un articolo con due soli commi) afferma che il divieto delle legge 40/2004 vale anche all’estero e che la nostra proposta di legge vale come disposizione speciale ai sensi dell’articolo 7, comma 5, del codice penale”, così l’onorevole Gian Luigi Gigli, deputato del gruppo “Democrazia solidale-Centro democratico” e presidente del Movimento per la vita italiano, primo firmatario della proposta di legge per la punibilità dell’utero in affitto all’estero – che sarà presentata domani alla sala stampa della Camera – ne anticipa i contenuti in un’intervista rilasciata al settimanale diocesano “La vita cattolica” (Udine). “Sottostante a questa scelta c’è la forte condanna di questa forma di gravidanza ‘in outsourcing’ che realizza uno sfruttamento del corpo femminile”, commenta l’on. Gigli che, nel sottolineare l’ipocrisia della ‘donazione altruistica’, rimarca: “Crederò a questo quando vedrò una donna bianca e ricca mettersi a disposizione per la maternità surrogata o per la donazione di gameti a una donna povera e di colore”. “Come medico – spiega – conosco i potenziali rischi di una maternità, che una donna attraversa per se stessa o potrebbe attraversare al massimo per un congiunto, ma certamente non per un estraneo. La verità è che si tratta di una transazione economica, nella quale c’è un rapporto asimmetrico tra chi è in grado di pagare e chi nel bisogno è costretto a rendersi disponibile”. L’on. Gigli si dice ottimista sull’iter della legge: “Credo che in Parlamento si potranno realizzare molte alleanze su questo tema, anche con settori lontani dalla sensibilità cattolica”.

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