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Utero in affitto: domani la proposta di legge sulla punibilità all’estero, Gigli (MpV) su “La vita cattolica” (Udine) anticipa i contenuti

Sarà presentata domani, mercoledì 30 marzo, alle 10.15 presso la Sala stampa della Camera (via della Missione 4) la proposta di legge “Disposizioni in materia di perseguibilità del reato di surrogazione della maternità commesso all’estero da cittadino italiano”. La proposta sarà illustrata dall’onorevole Gian Luigi Gigli, deputato del gruppo “Democrazia solidale-Centro democratico” e presidente del Movimento per la vita italiano e primo firmatario della proposta di legge. Interverranno l’on. Lorenzo Dellai, l’on. Mario Sberna, la vicepresidente del Forum delle famiglie Maria Grazia Colombo, Enrico Masini per l’Associazione Papa Giovanni XXIII e Cristina Maculan dell’Associazione nazionale famiglie numerose. Alcuni contenuti della conferenza stampa sono stati anticipati dall’on. Gigli in un’intervista rilasciata al settimanale diocesano “La vita cattolica” (Udine). “La legge italiana prevede già la punibilità ai sensi della legge 40/2004: all’articolo 12 si prevede la reclusione da 3 mesi a 2 anni la pratica della maternità surrogata – spiega Gigli al settimanale -. La punibilità sussiste solo se il reato è commesso in Italia ma in realtà è in atto una sorta di ‘turismo riproduttivo’ che non ha niente da invidiare a quell’altra infamia che è il turismo sessuale”. Il presidente del Movimento per la vita, infatti racconta che “c’è gente che si muove, sulla base di una disponibilità economica, e che opera come committente per una aspirazione di genitorialità sociale andando a comprare all’estero sia la madre genetica, cioé i gameti, sia la madre biologica, quella che porta avanti la gravidanza nel caso di utero in affitto”.

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