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Unioni civili: Agnelli (sindaco Castiglion Fiorentino), “serve l’obiezione di coscienza per chi non è d’accordo”

Dopo il via libera al Senato, il 25 febbraio scorso, del maxiemendamento che disciplina le unioni civili tra persone dello stesso sesso, a seguito della mozione di fiducia presentata dal governo Renzi, un ostacolo sembra sorgere in sede di esame alla Camera dei deputati: quello di alcuni sindaci e altri funzionari, in tutta Italia, che chiedono l’obiezione di coscienza in merito alla celebrazione delle unioni gay, in quanto contraria alle loro profonde convinzioni morali e religiose. Il ddl sulle unioni civili prevede infatti che due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni. L’ufficiale di stato civile provvede alla registrazione degli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell’archivio dello stato civile. La questione sarà oggetto di una conferenza stampa che si svolgerà giovedì 31 marzo, alla Camera dei Deputati, a Roma, alla quale interverrà il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli.

“Quando era ancora in discussione la proposta Cirinnà – racconta Agnelli – ho detto di non essere disponibile a presenziare unioni civili tra persone dello stesso sesso, nel rispetto di chi non la pensa come me. Chiarisco che la mia non è una presa di posizione contro qualcuno, ma a favore della famiglia naturale. La mia obiezione di coscienza nasce dal fatto che non posso mettere la firma sotto atti in cui non credo”. Un domani anche al comune di Castiglion Fiorentino “si potranno registrare unioni civili, con consiglieri comunali disponibili a farlo. Ma invoco per chi non è d’accordo, come me, l’obiezione di coscienza”. Cattolico praticante, Agnelli spiega: “Non è la mia religione che mi impone di fare questa scelta, ma la mia coscienza”. Il sindaco di Castiglion Fiorentino è fiducioso: “Come il Governo si è attivato per il riconoscimento delle unioni civili tra persone omosessuali, ora mi aspetto che faccia altrettanto riconoscendo i diritti di chi la pensa diversamente, cioè di chi rispetta la famiglia naturale”. Non solo: “Auspico che il Parlamento prenda atto della mia presa di posizione e di quella di altri sindaci che la pensano come me. La partita, chiaramente, si sposta nelle mani di chi ha il potere legislativo”. Agnelli ammette: “Non mi aspettavo tutto questo clamore mediatico per una posizione semplice, legittima e anche naturale da parte mia”.

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