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Pompei: mons. Caputo (vescovo), “un unicum nel panorama mondiale, come punto d’incontro tra fede e carità, storia e religione”

“In poco più di cinquant’anni quella che, nel 1872, al primo arrivo dell’avvocato Bartolo Longo, era una valle abbandonata, divenne una ridente cittadina, con tutti i servizi essenziali, tale da meritarsi di diventare Comune autonomo. È importante ricordare la data del 29 marzo 1928, che segna la nascita del Comune di Pompei, così come è necessario non dimenticare l’impegno di fratel Adriano di Maria, al secolo Enrico Celentano, che, proseguendo l’impegno di Bartolo Longo, morto due anni prima, portò a compimento tutte le pratiche burocratiche e riuscì a superare numerosi ostacoli per giungere al desiderato traguardo”. Lo ricorda monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo prelato e delegato pontificio di Pompei, nella lettera di auguri scritta al sindaco, Ferdinando Uliano, e alla città, in occasione dell’88° anniversario della costituzione di Pompei come comune autonomo. “Ogni cittadino di Pompei deve continua riconoscenza a questi due grandi uomini, dai quali dovrebbe ereditare la tenacia e la risolutezza con cui portare avanti le migliori iniziative per il bene della comunità cittadina – osserva il presule -. Dalla collaborazione leale, rispettosa e concreta tra tutte le forze positive della città potranno, così, nascere e crescere progetti e realizzazioni necessari per uno sviluppo globale e funzionale”. Secondo l’arcivescovo, “la nostra Pompei rappresenta un unicum nel panorama mondiale, in quanto punto d’incontro tra la fede e la carità, tra la storia e la religione, tra l’arte e la devozione”. “È desiderio mio, dei sacerdoti, delle religiose, dei laici impegnati nelle nostre numerose istituzioni che Pompei – ha assicurato monsignor Caputo – continui ad essere quella che deve essere: una città accogliente per tutti, innanzitutto per i suoi cittadini; per i turisti e i pellegrini che, a milioni, ogni anno affollano il suo suolo; e anche per i fratelli e le sorelle più bisognosi che, sulle orme del Beato Bartolo Longo, abbiamo la gioia di ospitare nella Casa Emanuel, nell’Istituto Bartolo Longo, nelle cinque Case Famiglie ubicate nelle ex Case Operaie, nella Mensa per i poveri, nel centro di recupero per gli ex tossicodipendenti, presso la Caritas diocesana e nelle altre opere di carità che, pur tra non poche difficoltà, portiamo avanti”.

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