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Società: mons. Palletti (La Spezia), “guardiamo in alto per poterci immergere nel cuore del mondo”

“Guardare al Risorto vuol dire essere salvati ma anche divenire strumenti di salvezza per il nostro prossimo. Dono e responsabilità si incontrano, anzi si esigono reciprocamente”. È quanto scrive il vescovo della Spezia-Sarzana-Brugnato, monsignor Luigi Ernesto Palletti, nel messaggio inviato alla diocesi in occasione delle festività pasquali. Secondo il presule, “il mistero pasquale di morte e risurrezione del Signore Gesù non ci è dato né per far sorgere una speranza ideale, quasi utopica, né per fondare una semplice filosofia di vita. Il Risorto ci conduce invece alla concretezza della nostra esistenza, al valore e al senso vero della nostra esistenza”. Con la redenzione, Gesù “ci apre concretamente l’orizzonte dell’eternità. Essa – aggiunge – diventa così il metro autentico del nostro cammino e ci rivela quanto sia prezioso il tempo presente. In esso infatti siamo chiamati a compiere le scelte essenziali, quelle che nell’oggi delle nostre giornate segneranno il ‘per sempre’ della nostra vita”. “Il Signore – prosegue il vescovo – ci chiede di guardare in alto, non per sfuggire alla realtà, ma per poterci immergere più profondamente e consapevolmente nel cuore del mondo. Lì infatti siamo inviati per far risuonare il Vangelo della Misericordia come testimoni autorevoli”. “Testimoni – osserva – non perché infallibili, ma perché per primi abbiamo fatto, e ogni giorno siamo chiamati a fare, la continua esperienza del perdono di Dio”. Mons. Palletti conclude il suo messaggio rivolgendo “un pensiero particolare a tutte quelle donne e quegli uomini che, per qualunque motivo, stanno vivendo un momento di particolare difficoltà” e “un ricordo nella comunione e nella fede a tutti quei fratelli e quelle sorelle che, nel mondo, sono perseguitati a causa del nome di Gesù. Sono tanti e spesso troppo dimenticati”.

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