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Pasqua: mons. Sanguineti (Pavia), “dilatiamo la misura del nostro cuore, diventando testimoni di un amore misericordioso”

“Il cuore dell’uomo, oggi come duemila anni fa, nelle vie di Gerusalemme o di Roma, o nelle vie di Pavia, è sempre lo stesso, è inestirpabile esigenza di verità, di felicità, di giustizia e di bellezza”. È quanto afferma il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, nel messaggio “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” pubblicato in occasione della Pasqua sul settimanale diocesano “Il Ticino”. “Fin dall’inizio – osserva il presule – l’unica via di accesso alla scoperta e al riconoscimento del Signore risorto e vivo è stato l’incontro con uomini e donne che potevano rendere testimonianza di ciò che avevano udito e visto”. “La via per conoscere Gesù vivente e per non ridurlo a un personaggio, anche grande della storia, ieri come oggi, è imbattersi in testimoni che, con la loro parola, e prima ancora con la loro vita, mostrano una presenza, senza la quale non si spiegherebbe il loro modo di vivere, di sentire, di giudicare e di trattare ogni cosa”, aggiunge mons. Sanguineti, per il quale “di fronte al dono di testimoni così reali e così provocanti, nel cuore nasce immediatamente un’attrattiva”. “Anche oggi, lo scetticismo e il disincanto, così frequenti nelle nostre città e nella nostra cultura, possono essere attraversati da fatti e incontri che riaprono una speranza, e che fanno intravedere una presenza, più potente di ogni oscurità e di ogni morte”, rileva il vescovo facendo riferimento a Papa Francesco, a Giovanni Paolo II e a madre Teresa di Calcutta ma anche al “contraccolpo di stupore e di curiosità di fronte a un ‘umano’ diverso che s’inoltra nella vita reale”. “Cristo risorto si manifesta proprio come l’origine viva e profonda di un’umanità più lieta, più pura e più vera, un’umanità che comunque non lascia indifferenti e riapre una possibilità di speranza”, afferma mons. Sanguineti, per il quale “questa è la misericordia, che in questo Anno Santo siamo invitati a riscoprire”. Ringraziando “per l’accoglienza in questi primi passi del mio ministero”, il vescovo di Pavia chiude con “l’augurio di poter riconoscere i segni vivi del Risorto, sempre all’opera, e di poter dilatare la misura del nostro cuore, diventando testimoni di un amore misericordioso, unica vera forza che cambia il mondo e la storia”.

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