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Pasqua: mons. Pisanello (Oria), “la vita ha la sua radice nella misericordia”

“Gesù è risorto, è vivo. La morte non ha più la caratteristica dell’eternità. È la vita che ha l’ultima parola, perché la vita ha la sua radice nella misericordia, che è eterna”. Lo afferma il vescovo di Oria, monsignor Vincenzo Pisanello, nel messaggio scritto in occasione della Pasqua. “Per un’intera settimana, dalla Domenica delle Palme e sino al Sabato Santo – osserva – c’è un crescendo di memoriale legato alla Passione e Morte di Gesù Cristo”. “La morte – prosegue Pisanello – è una grande attrice” che “quando si esibisce attira sempre tanta gente”. “Ma perché questa grande attenzione alla morte?”, si chiede il vescovo di Oria. “Perché è l’ultimo atto, il più solenne, della vita di ogni uomo. Ed è ritenuto assai importante perché è definitivo”. Per mons. Pisanello, “proprio qui c’è il grande errore dell’umanità, il nostro grande errore: la morte non è l’ultima parola, la morte non è eterna”. “Perché, allora, tutta una Settimana per celebrare la morte di Gesù e un solo giorno per celebrare la vita nuova? Perché da questo giorno, da Pasqua, inizia il giorno senza fine, inizia l’eternità”. “Se celebriamo con cuore nuovo la Pasqua di Gesù entriamo nell’eternità, nel Giorno senza tramonto, nel giorno della Misericordia di Dio per l’umanità”, afferma mons. Pisanello, che conclude con un augurio: “In Gesù avete sconfitto la morte e siete ricolmi della Misericordia del Padre. Come Lui, anche voi, siate misericordiosi”.

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