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Pasqua: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “chiamati ad essere annunciatori dell’amore”

“Siamo chiamati ad essere annunciatori dell’amore di Dio Padre nella carità di Cristo. In questo tempo storico, a Matera come a Irsina, messaggeri della risurrezione di Gesù, della sua vittoria sul male e sulla morte, portatori del suo amore divino”. È quanto afferma l’arcivescovo eletto di Matera-Irsina, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, nel messaggio in occasione della Pasqua. “Questo territorio – rivela – che pian pianino sto iniziando a conoscere nei volti dei confratelli sacerdoti, in quello di tanti fratelli e sorelle che occasionalmente incontro, mi sta rivelando una meravigliosa realtà e una certezza: ho tanto da imparare da voi e con voi”. “Insieme – prosegue mons. Caiazzo – diventeremo annunciatori l’uno per l’altro della Risurrezione di Cristo e incrociandoci ci scambieremo questa bella notizia ‘Cristo è risorto’”. “È veramente risorto – continua – nelle tante situazioni di sofferenza che intravedo nel nostro territorio”, “per chi vive la solitudine della vita”, per i “cari giovani” che “demoralizzati, di fronte a un futuro incerto e, a volte, senza prospettive, vi lasciate andare alla ricerca di paradisi artificiali”, per le “famiglie sempre più ‘traballanti’ sotto i colpi inesorabili di una società senza più un humus cristiano”, ma anche per “te che potresti essere in crisi nella tua vocazione sacerdotale o religiosa”. “La luce del Risorto – afferma mons. Caiazzo – passa nelle feritoie delle paure che attanagliano l’intero pianeta, in nome di un ‘dio sanguinario’; nell’umiliazione dei tanti che devono subire l’arroganza, la prepotenza della casta mafiosa; nella litigiosità politica che non sempre è capace di guardare al bene comune; ed ancora …in tutte le altre tombe, che senza volerlo e senza averlo chiesto, veniamo posti”. “Entrando in punta di piedi nelle vostre case – conclude Caiazzo – mi auguro che insieme possiamo uscire dalle nostre tombe, alzare gli occhi al cielo, contemplare la luce del Risorto”.

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