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Cardinale Bagnasco: il Risorto “si lascia vedere nei poveri, nei deboli e nei martiri”

Il Cristo Risorto “si lascia vedere, si fa scoprire vicino, si fa trovare nascosto nei sacramenti, nella Chiesa, nei poveri e nei deboli, nei martiri; è nascosto sotto l’ampio mantello del bene, della verità e della bellezza”. Il Risorto “è sempre con noi, desidera solo che lo desideriamo, che lo cerchiamo, che lo invochiamo, perché l’amore non impone la sua presenza, ma si offre a chi lo desidera”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata, nella cattedrale di San Lorenzo, nel giorno di Pasqua. In precedenza aveva domandato: “Dobbiamo attendere la morte e la risurrezione finale per gioire e gustare il mondo nuovo? Se guardiamo a ciò che accade, al terrorismo contagioso, alla violenza diffusa, ai muri e alle barriere verso chi soffre, al nuovo disordine mondiale, al nichilismo allegro della morte, ai nostri difetti ricorrenti… la risposta sembrerebbe inevitabile: sì, dobbiamo aspettare i tempi ultimi per intravvedere l’alba di un’umanità che non divori se stessa”. Ma, ha aggiunto il cardinale, “lo sguardo del buon senso e della fede dice diversamente. L’esperienza rivela che, sotto la superficie spumeggiante del male, brulica la vita buona degli umili e dei semplici, degli onesti e dei generosi, delle famiglie che con amore e sacrificio sono esempio di dedizione ed eroismo. Troviamo l’esempio dei martiri straziati e uccisi perché sono cristiani. Tutto questo è segno che Gesù è risorto ed è con noi; è primizia del mondo che verrà, anzi che è nato in Lui e che germoglia nella storia”.

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