Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Società: mons. Negri (Ferrara-Comacchio), “c’è un disegno per rinchiudere Gesù nel sepolcro. Ma Cristo risorge vittorioso”

Mons. Luigi Negri, vescovo di Ferrara-Comacchio

“Ritorniamo a credere in Cristo morto e risorto per noi. Ritorniamo a credere in Lui che solo può salvare la nostra vita dal male cioè dall’inconsistenza, e che solo può dare alla nostra ragione la sua apertura adeguata che ogni giorno si protende verso la conoscenza della verità, del bene, della bellezza e della giustizia”. È l’invito espresso dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, monsignor Luigi Negri, nel messaggio in occasione della Pasqua. “Gesù solo – prosegue – può dare al nostro cuore una ragione autentica per vivere i rapporti con tutti gli uomini ovvero la carità, cioè la responsabilità di coinvolgere la vita di quelli che incontriamo nella vita di Dio, di cui siamo destinatari e insieme protagonisti”. “Questa è la nostra Pasqua”, afferma mons. Negri, che si augura “sia sempre più partecipazione viva alla misericordia di Dio, che è Cristo, e comunicazione di questa misericordia, attraverso la nostra testimonianza, a tutti gli uomini che incontreremo”. Ce n’è più che mai bisogno in questo “momento terribile, che non riusciamo a definire”. “L’efferato omicidio di Roma, espressione disumana di una violenza perseguita senza esitazioni ad opera di due giovani”, “forse sta lì a dirci che la nostra società ha imboccato un vicolo cieco”, osserva l’arcivescovo, per il quale “questo è oggi il sepolcro di Cristo, la tomba da cui Cristo esce ancora una volta vittorioso. Queste sono le macerie di un’umanità e di una società che ha preteso di fare a meno di Lui”. Il “fallimento di un’impostazione dei rapporti sociali”, “la disperazione mascherata dalla presunzione di successo o di benessere perseguito a tutti i costi o dall’espressione incondizionata dei propri istinti e dei propri desideri”, “lo sproporzionato e inaudito impegno per promuovere leggi che minano alla base la famiglia e la vita umana”: per mons. Negri, “di fronte a tutto ciò non possiamo non dire, con vivida chiarezza, che questo è un disegno per rinchiudere definitivamente Gesù Cristo nel sepolcro”. “In realtà – afferma l’arcivescovo – da questo sepolcro, ora come allora, Gesù Cristo risorge vittorioso per dare all’umanità sconvolta il dono di una vita nuova, di un’esistenza più intensa, che finalmente accoglie il progetto originale con cui Dio l’ha pensata”.

© Riproduzione Riservata
Territori