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Pasqua: p. Fares, “in primo luogo nei cuori delle donne”

“Il Signore ha voluto che la sua risurrezione avvenisse in primo luogo nei cuori delle donne. Dopo sarebbe stato necessario anche che la sua Vita si facesse struttura, Chiesa, disposizioni, leggi, processi… Per questo avrebbe dato a Pietro e ai suoi compagni tutto il tempo di cui avevano bisogno. Nel frattempo, tuttavia, la Risurrezione doveva accadere: ‘Incarnarsi’, nascere, essere viva, entrare in comunicazione, con quella capacità affettiva di comunicare che hanno le donne e che le unifica intorno alla realtà che hanno a portata di mano senza creare una distanza astratta rispetto agli eventi”. Lo scrive sul Sir, in una riflessione pasquale, il gesuita argentino Diego Fares. “Mentre gli uomini misuravano le conseguenze politiche – per così dire – dell’evento, le donne – aggiunge – lo davano alla luce. Il fatto è che il cuore della donna è in grado di cambiare completamente in un istante tutte le sue aspettative quando si rende conto che c’è una nuova vita in lei. Questa capacità di cogliere quella nuova vita in un istante e di convertirsi completamente in funzione di quest’ultima con amorevole accettazione (non importa che a volte questo avvenga con gioia immediata e altre volte con un’alternanza di gioia e angoscia) è ciò di cui Gesù ha bisogno affinché la sua risurrezione ‘accada’, si faccia reale e vivificante in questo mondo”.

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