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Pasqua: mons. Toso (Faenza-Modigliana), “desiderare profondi cambiamenti”

“Vivere la Pasqua di Cristo significa compiere il passaggio da una vita di peccato, di decadenza morale, di guerre o di conflitti, a una vita di comunione con Dio, di rinascita morale, di pace e di giustizia, ossia di nuovi rapporti con se stessi, con Dio e con il creato”. È quanto scrive il vescovo di Faenza-Modigliana, monsignor Mario Toso, nel suo messaggio in occasione della Pasqua. “La risurrezione di Cristo – osserva – non riguarda solo il Figlio di Dio al quale il Padre restituisce la vita cavandolo fuori dalle mani gelide della morte. Concerne anche l’umanità, ciascuno di noi”. “Se Lui muore anche noi moriamo. Se Lui risorge anche noi risorgiamo”, prosegue mons. Toso, per il quale “noi co-moriamo e co-risorgiamo con Lui se lo desideriamo, se ci impegnano a percorrere la strada di Cristo, a camminare sulle sue orme”. “Farci gli auguri pasquali – sottolinea – vuol dire, desiderare profondi cambiamenti, a partire dalla povertà spirituale, dall’assenza di Cristo, dalla carenza di lavoro, dalla diseguaglianza, dall’ingiustizia, da famiglie disunite, da idolatrie del denaro e della tecnica, da inquinamenti, dall’acqua non potabile, dalle guerre”. “In particolare – aggiunge – significa giungere alla ricchezza interiore, alla comunione piena con Cristo, alla giustizia, a politiche attive del lavoro, all’equa distribuzione della ricchezza prodotta, a una corretta scala di beni-valori, allo sviluppo sostenibile e inclusivo”. Per mons. Toso, “i testimoni del Risorto sono testimoni di un ‘passaggio’ che riguarda il corso della storia”. “Essi – conclude – sono come la semente che, gettata nei solchi, è chiamata a germogliare quale umanità nuova”.

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