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Cardinale Koch: Papa Francesco a Lund, gratitudine, speranza e penitenza. Così si celebrano i 500 anni della Riforma

Gratitudine, speranza, penitenza. Saranno queste le tre parole-chiave che caratterizzeranno il viaggio di Papa Francesco in Svezia dove il prossimo 31 ottobre prenderà parte ad una cerimonia congiunta in programma a Lund fra la Chiesa cattolica e la Federazione luterana mondiale, per commemorare il 500.mo anniversario della Riforma, che cade nel 2017. A parlare dell’importante appuntamento ecumenico è il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, a margine di un’intervista rilasciata al Sir. Così il cardinale spiega la scelta di andare a Lund in Svezia e non in Germania: “La nostra collaborazione è sempre a livello universale. Non abbiamo una collaborazione con la Chiesa evangelica in Germania la quale lavora in stretto contatto con la Conferenza dei vescovi tedeschi. La nostra collaborazione è con la Federazione mondiale luterana e sono stati loro a proporre Lund. La commemorazione della Riforma riguarda non solo i tedeschi ma tutti i luterani che sono oggi in tutto il mondo e non è quindi necessario andare in Germania. Lund, invece, è il luogo di nascita della Federazione luterana mondiale”.

Il cardinale spiega poi che la commemorazione ecumenica congiunta si ispirerà al documento del 2013 “From Conflict to Communion – Dal conflitto alla comunione” e ruoterà attorno a “tre punti forti: gratitudine per quello che abbiamo costruito in questi 50 anni del dialogo tra luterani e cattolici e per tutto quello che abbiamo scoperto di avere in comune; speranza che questa commemorazione possa farci fare altri passi per una migliore unità. E il terzo punto è la penitenza per tutto quello che abbiamo fatto gli uni contro gli altri in questi 500 anni. Anni in cui ci siamo divisi. Anni in cui ci siamo fatti guerre confessionali orribili come la guerra dei 30 anni che ha trasformato l’Europa in una terra rosso sangue. Su questi tre punti abbiamo preparato una liturgia per mostrare davanti a Dio, gratitudine, speranza e penitenza”.

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