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Venerdì Santo: mons. Santoro (Taranto), la città “si affranchi dal dover affrontare l’improponibile scelta tra salute e lavoro”

“Ancora una volta vorrei affidare alla Misericordia questa città. Prego ogni giorno perché si faccia in modo che Taranto si affranchi dal dover affrontare l’improponibile scelta tra salute e lavoro: abbiamo diritto ad entrambi! Le scelte future sono morali se salvano e custodiscono la vita nella salute e nel lavoro. E la drammatica vicenda dei migranti ci insegni a costruire ponti non muri di rigetto”. Lo ha affermato stasera monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, dal balcone del Carmine nel corso della processione dei Misteri. “Prego per la città vecchia – ha proseguito – perché avvenga quel risanamento sociale, morale e urbano tanto auspicato e dichiarato”. Vedendo i misteri della passione del Signore che uniscono tutta la Città, all’arcivescovo “rinasce la preghiera e l’invito a deporre gli interessi particolari, le litigiosità, l’indifferenza e cooperare tutti per la stessa causa; per la rinascita della nostra Terra a cominciare dalla Città Vecchia”. In ultimo, monsignor Santoro ha voluto “pregare insieme con voi per un nostro fratello, che questa mattina ha avuto un terribile incidente all’Ilva e ora si trova in reparto rianimazione. Vorrei che ci stringessimo intorno a sua moglie e alle sue bambine, per dar loro forza e speranza. Tante quindi le croci che sfilano; ma una sola le riassume tutte e ci offre la resurrezione, quella di Gesù Cristo. Se siamo qui è perché vogliamo risorgere”.

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