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Via Crucis: la “sobrietà” di Giuseppe D’Arimatea e “la fastosità dei funerali dei potenti di questo mondo”

“Il silenzio, la semplicità e la sobrietà con cui Giuseppe si avvicina al corpo di Gesù contrasta con l’ostentazione, la banalizzazione e la fastosità dei funerali dei potenti di questo mondo. La testimonianza di Giuseppe ricorda, invece, tutti quei cristiani che ancora oggi per un funerale mettono a rischio la propria vita”. È la contrapposizione che fa da sfondo alla tredicesima stazione, quella della deposizione dalla croce. Nell’ultima, la quattordicesima, “l’uomo, abbagliato da luci che hanno il colore delle tenebre, spinto dalle forze del male, ha rotolato una grande pietra e ti ha chiuso nel sepolcro”, scrive il cardinale Bassetti dando del “tu” al suo interlocutore. “Ma noi sappiamo che tu, Dio umile, nel silenzio in cui la nostra libertà ti ha posto, sei all’opera più che mai per generare una nuova grazia nell’uomo che ami”, prosegue il porporato: “Entra, dunque, nei nostri sepolcri: ravviva la scintilla del tuo amore nel cuore di ogni uomo, nel grembo di ogni famiglia, nel cammino di ogni popolo”.

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