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Pasqua: mons. Petrocchi (L’Aquila), “il dolore accolto spalanca la porta che immette nella gioia della risurrezione”

“Il dolore accolto e offerto per amore spalanca davanti a noi la porta splendente che immette nella gioia della risurrezione”. È quanto afferma l’arcivescovo de L’Aquila, monsignor Giuseppe Petrocchi, nel messaggio alla comunità ecclesiale e civile in occasione della Pasqua. “Quella del patire – osserva l’arcivescovo – è una esperienza universale: nessuno attraversa l’esistenza senza incontrarla, prima o poi. Perciò, la sofferenza è una compagna inevitabile: anzi, quanto più cerchiamo di scacciarla, tanto più ce la ritroviamo accanto, rafforzata e resa ancora più negativa”. Ma, “per quanto cerchiamo, non troveremo una sofferenza così piccola che sia rimasta estranea al Signore crocifisso, né una così grande che non sia stata compresa nel suo abbraccio”. Per mons. Petrocchi, “quando la nostra croce diventa la Sua, e noi la abbracciamo con Lui, essa smette di essere il giogo che ci incatena e ci schiavizza”. Per questo “il dolore accolto e offerto per amore spalanca davanti a noi la porta splendente che immette nella gioia della risurrezione”. L’arcivescovo de L’Aquila invita “a riconoscere Gesù crocifisso in ogni viso sfigurato e nei gesti sui quali è impresso il segno della sofferenza”. “Sono molti i volti del dolore”, osserva. Ma “se il dolore resta in te solo dolore, se non diventa amore, se non rappresenta uno squarcio nell’anima dal quale penetrano i raggi della carità di Dio, se resta muto e non si effonde nel canto dell’alleluja, questo attesta, che il tuo dolore non lo hai ancora condiviso con il Signore, crocifisso e risorto”. Per mons. Petrocchi, “il dolore, vissuto con Gesù, annuncia la lieta notizia dell’Amore: esso è dono, divino ed umano”. “Non restare invischiato nella sofferenza. Non fermarti ad analizzarla”, è l’invito di mons. Petrocchi che conclude: “abbraccia con fede la tua – che è diventata la “Sua” – croce, e ti accorgerai che ‘non vi troverai il dolore, vi troverai l’Amore: vi troverai Dio’ (Chiara Lubich)”.

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