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Diocesi: mons. Turazzi (San Marino-Montefeltro), la luce della Pasqua s’insinui “nella voragine di dolore di chi sta piangendo”

“È una Pasqua piena di sangue. Mi indigno. Protesto. Cerco di capire. Prego. Eppure mi ostino a pensare che sarà comunque una Pasqua piena di luce perché carica dell’evento che celebra. Vorrei si insinuasse nella voragine di dolore di chi sta piangendo”. Lo scrive il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Andrea Turazzi, nel messaggio pasquale scritto all’indomani degli attentati di Bruxelles. “La Pasqua – aggiunge – non è celebrazione di un anniversario, di un ricordo. La Pasqua è vita nuova che è entrata irrevocabilmente in circolo, che ne siamo consapevoli o meno. Lo sente ogni uomo; lo esperimenta nel suo cuore quando ama. I cristiani credono che Gesù, innocente crocifisso, è risorto ed ha spalancato per tutti una breccia oltre il buio della morte, dell’ignoto, del peccato. Con la sua risurrezione penetra nella storia, soffia nelle nostre fragili esistenze, incoraggia cammini di pace, suscita solidarietà, non ammette rese e paure, invita alla sobrietà, perché la vita dell’uomo non dipende dai suoi beni”. E conclude con due citazioni. “Il film ‘Schindler list’ finisce con queste parole: ‘chi salva un uomo, salva l’umanità’. L’aveva già scritto San Giovanni della Croce: ‘un atto di puro amore salva il mondo intero’. Molti, in questi giorni difficili, ci stanno provando. Io sto con loro”.

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