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Diocesi: mons. Toso (Faenza), oggi tanti “si trovano nelle stesse condizioni di Gesù sulla croce”

“Non possiamo dormire se pensiamo alle piaghe sociali del nostro tempo: la fame, la povertà, l’ingiustizia, le diseguaglianze, gli immigrati che fuggono disperati da casa, lo sfruttamento dei deboli, gli assassinati dalla mano omicida di terroristi accecati dall’odio?”. È un passaggio dell’omelia del venerdì Santo di monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana. “Non possiamo dormire – ha aggiunto – se pensiamo alle sofferenze di tanti nostri fratelli nella fede: alle torture inflitte a sangue freddo da esseri umani ad altri esseri umani, perfino a dei bambini. Quanti, nel mondo, si trovano nelle stesse condizioni di Gesù sulla croce: soli, derisi, insultati, in balìa di persone piene di odio, che si abbandonano a ogni sorta di crudeltà fisica e psicologica, accanendosi sui propri fratelli”.
I cristiani, ha sottolineato il presule, “non sono certamente le sole vittime della violenza omicida che c’è nel mondo, ma non si può ignorare che in molti paesi essi sono le vittime più frequenti. Chi ha a cuore le sorti della propria religione, non può rimanere indifferente a tutto ciò. Gesù disse un giorno ai suoi discepoli: ‘Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere onore a Dio’. Mai, forse, queste parole hanno trovato, nella storia, un compimento così puntuale come oggi”. Eppure, “nonostante tutto, in questo venerdì santo, siamo esortati ad assumere l’atteggiamento del perdono; Gesù morì gridando: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno'”.  Il suo esempio propone a noi, suoi discepoli, una generosità senza limiti. Il Signore, ha concluso monsignor Toso, “non ci ha dato solo il comando di perdonare e neppure soltanto un esempio eroico di perdono; con la sua morte ci ha procurato la grazia che ci rende capaci di perdonare”.

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