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Diocesi: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “Eucarestia sarebbe segno vuoto se non si trasformasse in forza di amore per gli altri”

“La lavanda dei piedi – ha detto ieri sera l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, nell’omelia della messa vespertina ‘in Coena Domini’ – è posta dall’evangelista Giovanni al centro della cena. È dunque un segno importante, che costituisce un messaggio e non per niente lo ripetiamo”. Lo evidenzia una nota stampa della diocesi dove di spiega che mons. Boccardo “ha compiuto questo gesto a dodici persone, uomini e donne”. “È molto grande – ha proseguito il presule – il segno della lavanda dei piedi: Dio serve l’uomo in Gesù al punto da consegnare la sua vita per lui, per riaverla nella gloria della risurrezione; ci ricorda che solo una vita vissuta nella dimensione del dono e del servizio può ritenersi davvero riuscita e ricca di frutti”. Il secondo segno, prosegue il comunicato, è costituito dalle parole che Gesù pronuncia sul pane e sul vino “mettendo nelle nostre mani e nella nostra bocca il pane e il vino consacrati – ha detto il vescovo – Cristo testimonia la totalità del dono della sua vita. Proprio per questo il racconto dei Vangeli passa direttamente dalla cena alla passione, senza soluzione di continuità; passa dal pane che è il corpo offerto di Gesù e dal vino che è il suo sangue versato, a descrivere l’ora tremenda in cui il Figlio di Dio comincia a donare il suo corpo e a versare il suo sangue”. Per mons. Boccardo è fondamentale capire “che l’eucaristia, il ‘sì’ totale e fedele di Gesù al Padre e agli uomini, anche se nemici e oppositori, significa il nostro ‘sì’ al Padre e il nostro ‘sì’ ai fratelli e alle sorelle, non solo a coloro che si mostrano tali con amicizia, gentilezza e accoglienza, ma pure a coloro che ci criticano, non ci accettano, ci disprezzano, ci insultano, si oppongono a noi. L’eucaristia sarebbe un segno vuoto se in noi non si trasformasse in forza di amore per gli altri”.

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