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Cardinale Sepe: “combattiamo contro la paura di chi sceglie la morte contro la vita per far valere i propri interessi”

“La croce rivela la follia del peccato, l’irrazionalità del male, quale l’egoismo, l’orgoglio, la diffusione della falsità e delle menzogne, scambiando i propri interessi personali con il bene comune o l’arroganza con l’affermazione dei principi morali. La croce ci dice che la verità vince sempre, come Cristo ha vinto il mondo del male. Il racconto della passione non ci fa dimenticare che nel cammino verso la Pasqua dobbiamo attraversare le prove più umilianti e dolorose”. Lo ha detto stasera il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, alla conclusione della Via Crucis. “Nell’accettazione della Croce, noi rifiutiamo e condanniamo, in maniera chiara e forte, la violenza di chi, nel disprezzo della sacralità della vita, costruisce il proprio potere sulla forza, seminando terrore e lutti, uccidendo persone anche innocenti”, ha aggiunto. È per questo che, al termine del percorso rievocativo della passione e morte di Cristo, “vogliamo ricordare e piangere, nel dolore più profondo, l’assurda strage di Bruxelles, provocata dal terrorismo internazionale. Che il sangue di quei martiri di una umanità impazzita riporti tutti sulla strada della ragione e della risurrezione, nel nome del Dio della Vita!”. Di qui l’invito: “Non dobbiamo arrenderci! Combattiamo contro la paura di chi sceglie la morte contro la vita per far valere i propri interessi, preferendo sottrarsi al giudizio di Dio.
Per chi giudica come i potenti di questa terra, la morte di Cristo parla di fallimento; per chi vede con gli occhi di Dio, il fianco trafitto è sorgente di vita”. “Colui che è stato ucciso sulla Croce è il Vivente e si fa nostro fratello che ci accompagna nel cammino della vita. A lui presentiamo i bisogni e le miserie dei nostri fratelli più giovani e bisognosi della nostra solidarietà e fraternità attraverso l’impegno concreto e fattivo delle opere di misericordia”, ha concluso il porporato.

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