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Terra Santa: Twal (patriarca), alla Messa in Coena Domini ricorda “poveri, malati e rifugiati”

“Siamo ben lontani dalla fede assoluta negli insegnamenti di misericordia e di perdono di Cristo. Pensiamo alle centinaia di migliaia di poveri, di malati e di rifugiati che aspettano un gesto concreto di solidarietà, che aspettano di essere accolti e accettati”. È uno dei passaggi centrali dell’omelia del patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal durante la celebrazione avvenuta questa mattina, nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, della messa “in Coena Domini”. Riconciliazione, Eucarestia e Sacerdozio sono i tre “pilastri della nostra fede cristiana, fondati sulla stessa verità, l’Amore senza limiti di Dio” ha detto il Patriarca che, parlando della Lavanda dei piedi, ha ricordato che questa “esprime la misericordia di Cristo nella sua forma più concreta. Lavare i piedi ai nostri fratelli è un gesto difficile: è abbassarsi, umiliarsi, chinarsi sui nostri fratelli sofferenti, in difficoltà, isolati, esiliati e nel bisogno”. Twal, che ha lavato i piedi ad alcuni seminaristi, ha poi sottolineato che “l’Eucarestia è un gesto inscindibile dal sacramento della Riconciliazione: è segno dell’amore infinito di Gesù. Seguendo il nostro Maestro siamo chiamati, noi preti e servi di Dio, noi fedeli, ad accettare a nostra volta di lasciarci ‘mangiare’ dai nostri fratelli, di donarci attraverso l’esercizio della misericordia. Se le nostre opere buone ci risultano faticose, quello è il segno che daranno frutti, è il segno che ci siamo davvero donati”. Twal si è poi rivolto al clero presente alla celebrazione: “non dimenticate mai che la vostra vocazione è divina: è quella di incarnare la misericordia di Dio, che è un padre amorevole, un Dio che non smette mai di cercare le sue pecorelle perdute, i suoi figli peccatori e dispersi”.

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