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Pasqua: mons. Moraglia (Venezia), “una porta che si apre per tutti e non conosce muri o filo spinato”

“La Pasqua è una porta che si apre per tutti: nessun uomo o donna è escluso, europei o extraeuropei, bianchi o neri. Nessuno è scartato dalla croce gloriosa di Cristo; la Pasqua non conosce né muri né filo spinato”. Lo scrive monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, nel messaggio di auguri per la Pasqua diffuso oggi dalla diocesi. “Gesù è veramente risorto, ha vinto la morte! È questa la novità di cui il nostro mondo – sempre più segnato da violenze, aggressioni e brutalità – ha bisogno come dell’aria, dell’acqua, del pane – osserva il presule -; è infatti la novità capace di dar speranza, soprattutto alla luce dei tragici eventi che si ripetono con crescente, drammatica, frequenza e mirano a spegnere in noi ogni fiducia e a gettarci nel panico”. La nostra civiltà “appare stanca, logora, incapace di vere risposte in grado di risvegliare e risollevare le coscienze. Popoli che avrebbero beni e risorse umane sono preda dei signori della guerra. E poi i signori del terrorismo, prigionieri dell’odio, che scrivono solo pagine di morte perché non sono capaci d’altro. Vengono pianificati attentati per gettare nel panico intere città e nazioni e il terrorismo assurge a scelta politica; siamo, così, costretti a rivedere all’infinito scene drammaticamente già viste e riviste”. Eppure, fa notare Moraglia, “a Pasqua tutte le esistenze degli uomini – anche le più violate – tornano a sperare perché il Signore è veramente risorto, ha vinto la morte e ha donato a tutti una nuova possibilità ad iniziare da quanti sono stati privati della vita nel modi più barbari e ingiusti”.

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