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Papa Francesco: al “Cara” di Castelnuovo di Porto, incontra anche tre famiglie di profughi

Oltre ai dodici fedeli verso i quali si inginocchierà per compiere il rito della lavanda dei piedi, momento culminante della “Messa in Coena Domini” del Giovedì Santo, il Papa al “Cara” di Castelnuovo di Porto incontra anche tre famiglie di profughi: Amin, originaria della Palestina, Haron e Mesfun che arrivano dall’Eritrea. La famiglia degli Amin è composta dalla bisnonna Taqia, che nel lontano 1948 si era rifugiata in Iraq e poi nel 2012 in Siria, dal figlio Hassan che è sposato con Sawsan con cui ha avuto una figlia, Tahani. Tahani a sua volta si è sposata con Dardir con il quale ha avuto due figli di otto e sei anni, Roshdi e Mohammad. Infine, la bisnonna Taqia ha anche un altro nipote di nome Hani. Gli Amin sono arrivati al Cara su un “barcone della speranza” lo scorso gennaio come la famiglia Haron. Quest’ultima ha dovuto affrontare un viaggio difficilissimo poiché Lucia, moglie di Hassen, era incinta. Arrivati, infatti, al Centro il 29 gennaio in due sono diventati tre il 12 marzo appena passato grazie alla nascita di Saber. L’ultima famiglia che Papa Francesco incontrerà oggi sarà quella eritrea dei Mesfun composta solo da madre Luchia e dalla piccola Merhawit, il cui significato in italiano è “libertà”. Madre e figlia, infatti, sono state protagoniste, nell’ottobre passato, di un altro viaggio pericoloso e difficoltoso. Luchia ha affrontato la traversata proprio nei giorni del parto: arrivata in Italia il 7 ottobre, il 9 ha dato alla luce a Grosseto Merhawit. Dalla Toscana poi l’ennesimo trasferimento al Centro dove sono state accolte il 12 dicembre 2015. Ora si sono integrate e partecipano attivamente alla vita del “Cara” come per esempio alla giornata del Migrante, lo scorso 17 gennaio, quando sono anche passate attraverso la Porta Santa.

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