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Funerali Serena Saracino: mons. Nosiglia (Torino), “la sua testimonianza sia di esempio a tanti altri giovani”

“Non ci sono parole umane che possano alleviare questa grande sofferenza; solo gesti di amore possono lenire il dolore; solo il silenzio e la preghiera possono accompagnare questi momenti; solo la consolazione della Parola di Dio può infondere luce e forza nel cuore”. Lo ha detto monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, presiedendo, nella chiesa della Gran Madre di Dio, i funerali di Serena Saracino, la giovane torinese morta nelle prime ore di domenica 20 marzo nell’incidente del bus dell’Erasmus in Spagna. Dell’“amore indistruttibile, che lega i discepoli a Cristo vincitore della morte, gode ora Serena, che, seppur strappata con violenza da questa terra, gusta l’incontro di gioia e di comunione piena con il Padre, che rappresenta la meta sicura della speranza e il termine di ogni umano desiderio di felicità e di vita”. E, ha aggiunto il presule, “sono certo che i suoi sogni infranti di giovane e le aspettative sul suo futuro che stava costruendo con impegno e determinazione nello studio e nelle amicizie, in vista di una professione così prossima alle necessità della gente come è il lavoro di farmacista, non andranno perduti perché tutte le nostre opere e i desideri di bene ci seguiranno anche nella vita futura e faranno parte della nostra gioia per sempre”. L’arcivescovo ha auspicato che la testimonianza di Serena “carica di entusiasmo e di speranza e vissuta con serietà e responsabilità sia di esempio a tanti altri giovani nel perseguire traguardi positivi per se stessi e per il bene comune della nostra società”.

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