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Diocesi: Mons. Piemontese (Terni-Narni-Amelia) ai presbiteri, “chiamati a essere banditori del perdono di Dio”

“In questo Anno Giubilare, soprattutto noi presbiteri siamo investiti di una missione speciale al servizio del Padre della misericordia e chiamati a essere banditori del perdono di Dio, trasmettitori e ministri di gioia, speranza e perdono per tutti coloro che hanno smarrito la strada della Casa paterna e si ritrovano impantanati nei gironi della cattiveria o della indifferenza. Ognuno di noi è ministro, missionario della misericordia e col potere di Gesù abilitato a curare le ferite del peccato, a far rinascere la Grazia in chi l’ha perduta e vive nella nostalgia del caldo abbraccio del Padre misericordioso”. Lo ha detto il vescovo di Terni-Narni-Amelia, monsignor Giuseppe Piemontese, ieri sera nell’omelia della messa crismale, parlando del presbiterio come di un’unica famiglia fondata e cementata dalla grazia del Sacramento: “Oggi vogliamo rendere grazie a Dio per i tanti sacerdoti che nella quotidianità crescono nell’unione a Gesù e si spendono per il popolo a loro affidato”. “In teoria – ha osservato – ci riconosciamo come famiglia del Presbiterio, ma poi conserviamo nel nostro cuore delle resistenze, diamo spazio a pregiudizi che nulla riesce a farci cambiare, fino a scadere a volte nella mancanza di stima verso alcuni confratelli e nel chiacchiericcio. Ma quanta stanchezza noto in alcuni, dopo alcuni anni di ministero. Lo zelo per le anime fa fatica a presiedere le scelte di alcuni, che hanno smarrito l’entusiasmo e la gioia di quel giorno santo, quando l’amore sponsale era all’apice e spingeva ad ogni ardimento”. “A volte – ha aggiunto – ‘i se, i ma’, le condizioni che vengono manifestate al vescovo, sono tali e tante che viene svilita, svuotata e snaturata l’essenza della nostra obbedienza al Signore; sembra che suggeriamo al vescovo di comandarci ciò che la nostra volontà e i nostri desideri, con insistenza, manifestano e pretendono. Eppure Gesù oggi ripete a ciascuno la sua chiamata di predilezione, ci rinnova la sua fiducia, riaffidandoci la Parola e i Sacramenti. Quanto amore e quanta fiducia deve avere il Signore in ciascuno di noi, così poveri e peccatori, se ogni giorno si pone nelle nostre mani, confermandoci nel rappresentarlo pur non essendone sempre all’altezza e in maniera proprio onorevole. Fratelli, non stanchiamoci di chiedere perdono e di rinnovare i nostri propositi. Abbiamo bisogno di tornare dal Padre, riprendere e imparare con entusiasmo ogni giorno, la nostra condizione di figli e di ministri della volontà e della misericordia del Padre”.

 

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