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Diocesi: mons. Brambilla (Novara), misericordia “balsamo per la lotta contro il male”

Tre oli, tre funzioni, ma anche un unico olio perché unico è il “consacrato con l’unzione”: Gesù che è “la misericordia in persona”, e unico è l’”olio della misericordia”, che “infonde il vigore di Cristo e la forza dello Spirito”. Così monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, nell’omelia della Messa crismale del Giovedì Santo durante la quale, alla presenza dei sacerdoti da tutta la diocesi, ha benedetto i tre oli santi “balsami dei sacramenti” dei cristiani: l’olio dei catecumeni, l’olio del crisma e l’olio degli infermi. La misericordia, ha spiegato tra l’altro, dopo avere rivolto un pensiero alle vittime degli attentati di Bruxelles e dell’incidente stradale in Spagna, “non è un colpo di spugna, non è un facile condono”, ma “un balsamo per la lotta” perché il male “può essere vinto solo smontando i meccanismi che lo generano, l’aggressività che lo alimenta, l’odio che acceca gli occhi e inquina la vita”. Con riferimento all’olio del crisma con cui si consacrano i sacerdoti, mons. Brambilla ha ammonito: “Anche il prete più geniale”, se “non appartiene a un presbitèrio e a una Chiesa locale, come può far sentire che il crisma è diventato un balsamo di misericordia?”.  “Non si può essere preti da soli” perché “non si può essere testimoni della misericordia in proprio”. E ancora: “c’è una folla immensa che chiede di essere consolata, capita, amata; c’è una sofferenza pervasiva dell’anima che non trova ascolto, compassione, prossimità e trapana lo spirito della nostra società del benessere”.  L’olio degli infermi, il sacramento per i sofferenti gravi, “indica un compito di sempre per tutti i cristiani e per i sacerdoti. Il ministero della visita ai malati, la vicinanza alle persone sole, l’ascolto delle malattie spirituali, dovrebbe farci scoprire un lato della carità cristiana e pastorale che abbiamo dimenticato. L’olio degli infermi è il balsamo della misericordia per questa umanità piagata”.

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