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Diocesi: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), la “normalità” per i preti è “la santità pastorale, il dono della vita”

“Con animo riconoscente saluto tutti voi, cari fratelli nel sacerdozio. Il Signore e questa nostra Chiesa attendono molto da voi: dalla vostra dedizione, dal vostro equilibrio sapiente, dalla vostra forza operativa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, rivolto ai preti nella Messa crismale celebrata ieri sera in cattedrale. “ Le mutate condizioni in cui si svolge quotidianamente il ministero – ha aggiunto il vescovo – rendono più gravoso il vostro lavoro e più delicato e insostituibile il vostro compito. Con la vostra maturità umana e sacerdotale, con la vostra esperienza spirituale e pastorale, voi portate insieme con me la gloria e il peso dell’annuncio del Vangelo agli uomini e alle donne di questa nostra terra. Dio vi ricompensi, come Lui solo sa fare, rinnovando ogni giorno in voi la giovinezza dello spirito”. L’arcivescovo Boccardo ha individuato nella normalità una tentazione che i preti devono respingere. I sacerdoti – ha puntualizzato – non devono “accontentarsi di qualche attenzione da ricevere”, non devono giudicare il loro ministero “in base ai successi ottenuti” e non devono adagiarsi “nella ricerca di ciò che piace a loro, diventando tiepidi e senza vero interesse per gli altri. La ‘normalità’ per noi – ha proseguito il presule – è invece la santità pastorale, il dono della vita. Se un sacerdote sceglie di essere solo una persona normale, sarà necessariamente un sacerdote mediocre. Ci è richiesto piuttosto di essere uomini spirituali e pastori misericordiosi, interiormente unificati dall’amore del Signore e capaci di diffondere la gioia del Vangelo nella semplicità della vita, a cui basti la comunione genuina con il Signore e con i fratelli”.

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