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Cardinale Bagnasco: “non sminuiamo il sacerdozio con limiti, peccati o con l’abitudine”

“La Messa crismale è un appuntamento desiderato perché, attorno all’unico altare – fedeli, diaconi, sacerdoti e Vescovo – in modo esemplare si manifesta la Chiesa di Cristo”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, all’inizio dell’omelia pronunciata durante la Messa crismale celebrata stamattina nella cattedrale di San Lorenzo. Il cardinale ha poi esortato i sacerdoti: “Cari confratelli – ha affermato – non sminuiamo mai il nostro Sacerdozio: né con i nostri limiti e peccati, né con la tiepidezza o l’abitudine degli anni. La semplicità del nostro operare – all’altare, in casa, sulla strada – non sia mai banalità, ma frutto del nostro pregare in ginocchio, cioè del nostro adorare la grandezza di Dio nella nostra debolezza, grati che Dio ci ami nella nostra povertà”. “Insieme ai miei quindici compagni di classe – ha continuato – mi rivedo prostrato sul pavimento di questa amata cattedrale che, come grembo fecondo e lieto, ci ha generati a novità di vita: piccoli uomini che il Signore ha guardato con occhi di misericordia e di elezione. Nessuno di noi si sentiva meritevole e degno, nessuno poteva prevedere nulla del proprio futuro: una sola cosa ci bastava, la fedeltà di Gesù, il desiderio sincero, pieno di slancio giovanile, di esserGli anche noi fedeli, di vivere consegnati a Lui che ci aveva chiamati per nome”.

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