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Cardinale Bagnasco: ad Avvenire, “vita spirituale è cuore dell’apostolato”,prete deve avere “formazione adeguata”

“La vita spirituale è il cuore dell’apostolato. Se non si cura la propria anima, non si può curare quella degli altri”. Ne è convinto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, che oggi ha ricordato il proprio 50° di ordinazione durante la Messa del Crisma in diocesi. In un’intervista ad Avvenire, il cardinale spiega che 50 anni fa essere prete “era molto più semplice perché la società era semplice”. “Noi bambini – ricorda – non sentivamo voci stonate, distorte o molto diverse tra loro, negli ambienti che frequentavamo. Era una musica, diciamo, un po’ ‘unica’, che si richiamava a vicenda. Oggi decisamente la società è cambiata, è molto più complessa e complicata, sia dal punto di vista sociale che culturale. Essere sacerdote richiede una formazione più adeguata alla complessità”. “Proprio la formazione permanente del clero – prosegue il presidente dei vescovi italiani – sarà al centro della prossima Assemblea generale della Cei, a maggio”. Tema già affrontato nell’ Assemblea generale di Assisi, nel 2014. “Sono emerse molte cose, e allora abbiamo deciso di prenderci un po’ di tempo in più. Già in quella circostanza sono emerse due tematiche fondamentali: la vita spirituale e l’amministrazione dei beni delle parrocchie”, con leggi “sempre più complicate” e risorse limitate per ristrutturare, restaurare, costruire. “Non di rado un parroco deve occuparsi non di una sola ma di più parrocchie. E allora i problemi amministrativi si moltiplicano. È un aspetto, come si capisce, che non riguarda solo il versante economico. Più riusciamo ad aiutare, a sollevare i nostri preti da queste incombenze, e più avranno tempo ed energie per la parte più strettamente pastorale”. “La vita spirituale – sottolinea Bagnasco – chiede grande attenzione. La vita spirituale è il cuore dell’apostolato. Se non si cura la propria anima, non si può curare quella degli altri. Se non si ha un cuore continuamente rigenerato dall’ intimità con Gesù, sarà difficile svolgere un ministero che scalda i cuori delle persone, una vicinanza alla gente veramente benefica”.

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