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Cardinale Bagnasco: ad Avvenire, “uomo europeo vuoto spiritualmente” e “non in grado di contrastare culture che suggestionano animi fragili”

“L’uomo europeo è sostanzialmente vuoto spiritualmente”, cioè “non è in grado di contrastare culture” capaci di “suggestionare animi fragili, perché vuoti”. Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire in occasione del 50° di ordinazione del presule che questa mattina, nel corso della Messa del Crisma presieduta nella cattedrale di San Lorenzo,  ha ricordato l’anniversario. Interpellato su una possibile “risposta” agli attentati di Bruxelles, Bagnasco ha parlato di “due livelli”. Il primo, più immediato, “chiede una maggiore vigilanza. Che non significa né respingimenti, né muri, né fossati, ma più controlli, più attenti, un’intelligence maggiormente coordinata tra tutti i Paesi, valorizzando gli strumenti tecnici e le professionalità che ci sono. Come dimostrano recenti successi delle nostre forze dell’ordine. Si tratta di aumentare ulteriormente le attenzioni e le collaborazioni”. Sotto l’altro profilo, ha invece osservato, “bisognerebbe che l’Europa facesse un grande esame di coscienza. Perché ha svuotato la propria cultura di riferimenti ideali, di valori alti, di principi morali, omologando tutto in una dimensione nichilista per cui va bene tutto e il contrario di tutto. Con il risultato che l’uomo europeo è sostanzialmente vuoto spiritualmente”, cioè “non è in grado di contrastare culture che si presentano con ideali magari turpi, con azioni sanguinarie, è il caso del Daesh, ma capaci di suggestionare animi fragili, perché vuoti”. L’Europa, ribadisce il cardinale, “dovrebbe fare un serio esame di coscienza, recuperare le proprie radici, reimpostare il proprio cammino che non può basarsi solo sull’economia ma deve riguardare lo spirito, il mondo dello spirito. Questo è fondamentale per potersi porre non in antagonismo ma in dialogo con le altre culture, avendo qualcosa di valido da dire, in cui credere veramente. Il sacco vuoto da solo non sta in piedi, si riempie delle prime cose che lo suggestionano”.

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