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Cardinale Bagnasco: ad Avvenire, oggi serve “nuova evangelizzazione”. “Un solo caso di abuso è grave, ma maggioranza preti è limpida”

“Oggi si chiede che il sacerdote faccia le cose di sempre ma con un animo missionario, con la consapevolezza che le persone, cui mi rivolgo o incontro, molto spesso hanno bisogno di una nuova evangelizzazione, di un nuovo annuncio del Signore”. Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in un’intervista pubblicata oggi su Avvenire in occasione del suo 50° di ordinazione. Ad aprire i lavori dell’Assemblea generale della Cei, a maggio, sarà Papa Francesco, che sottolinea spesso come i sacerdoti debbano essere testimoni dell’amore misericordioso di Dio. Il significato dell’essere preti oggi, prosegue il cardinale, “ce lo spiega ancora il Papa quando parla di una missionarietà paradigmatica”. “Si amministrano i sacramenti, si fanno le benedizioni delle famiglie, delle case, il catechismo, la preparazione al matrimonio e via discorrendo, ma con la consapevolezza – avverte Bagnasco – che siamo in un contesto dove dev’ essere riannunciato il Vangelo. E questo cambia lo stile” e “il tipo di approccio alle persone”. “La gente – aggiunge – vede nel sacerdote un esperto di umanità. Per questo i casi di abuso sui minori sono particolarmente gravi”. Per il porporato, la fedeltà alla vocazione e alla missione di pastori “richiede trasparenza, limpidezza di linguaggio, di pensiero, di azione, di gesti”, che venendo meno “può allontanare o ferire. Gli abusi sono la forma più orrenda per determinare l’allontanamento”. “Anche un solo episodio è grave. Però  c’è chi guarda a queste vicende, che sono contenute numericamente, per screditare tutti. E questo non è giusto, perché la stragrande maggioranza dei nostri sacerdoti è limpida, trasparente”. A volte, conclude, sembra ci sia “solo il desiderio di gettare ombre, fango a partire da qualche situazione, che pure effettivamente c’è”.

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