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Attentati a Bruxelles: sul “Corriere Cesenate” la testimonianza di una ragazza scampata per poco agli attacchi nella metro

Anche una giovane cesenate ieri era a Bruxelles, nel giorno degli attacchi terroristici. Si tratta, come racconta il settimanale diocesano  di Cesena-Sarsina, “Corriere Cesenate”, “della 23enne Maria Chiara Pacchierini, una laurea in Scienze politiche, sviluppo e cooperazione internazionale a Bologna. Era nella capitale belga per cercare lavoro e per frequentare una settimana di full immersion in francese”. A Bruxelles è rimasto il fidanzato, il 23enne palermitano Andrea Morreale, il quale le ha raccontato di una città con il coprifuoco e con molti messaggi di allerta e di invito alla massima attenzione nell’uscire in strada. “Ho avuto la notizia dell’attentato all’aeroporto – dice Maria Chiara al Corriere Cesenate – prima di uscire di casa. Avevo il volo da Charleroi alle 12,50. Verso le 8,30 non c’era alcun allerta particolare. Io andavo in un altro scalo rispetto a quello degli attacchi kamikaze, quello di Zaventem. Sono andata a prendere la metro abbastanza tranquillamente. Sono transitata dalla stazione di Maelbeek, quella dove 15-20 minuti dopo si sarebbero verificati gli attentati”. Poco dopo, prosegue la studentessa cesenate, “ci hanno avvisato di abbandonare i treni e di lasciare la metro. Solo all’esterno abbiamo appreso dei nuovi attacchi terroristici. Con me avevo la borsa con il bagaglio per tornare a casa. Alle 10,57 mi è arrivato un sms dell’unità di crisi del governo italiano con il quale ‘si invitavano i connazionali a evitare temporaneamente spostamenti’. Poi alla sera, quando ero già a Cesena, me ne è arrivato un altro con il quale si chiedeva alla gente a non uscire di casa, di usare la massima cautela e di evitare di utilizzare i mezzi pubblici”.
Maria Chiara continua il suo racconto al Corriere Cesenate: “Ho visto un clima caotico. Alla Gare du Midi i tabelloni luminosi erano spenti. Ci siamo messi subito tutti a trovare informazioni consultando i cellulari. In strada ho notato un po’ di caos, ma paura vera e propria non ne ho mai avuta. In poco tempo si sono visti tanti militari nelle vie. Le forze dell’ordine hanno assicurato immediatamente un minimo di tranquillità. Un po’ di tensione si è avvertita in aeroporto dove ci sono stati controlli molto più accurati, anche alle auto in arrivo. Io ero su un taxi multiplo, preso dopo una fila chilometrica. I telefonini sono sempre stati funzionanti. In città, a Bruxelles, ieri ho avuto un solo pensiero: cercare di arrivare prima possibile in aeroporto”.

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